I kipferl di Christoph Felder.

Non prendetevela con me! Se non conoscevate questi biscotti, li provate, non vi riescono o non vi piacciono, non è colpa mia. Approfittatene per fare un viaggetto in Francia e prendetevela con Felder. Scrivere di cucina, o meglio trascrivere ricette, non è così semplice. Una ricetta mal spiegata, quindi dal probabile insuccesso, è una perdita economica e di tempo per tutti quelli che si sono incuriositi e fidati. L’affidabilità di un libro di cucina, di una trasmissione televisiva, di un blog di ricette è la caratteristica primaria. Inventare una ricetta, soprattutto di pasticceria, è cosa di pochi geni. Possiamo prenderne una esistente, adattarla ai nostri gusti e disponibilità, cambiare un ingrediente, variare di poco una dose, ma non possiamo definirla in pieno farina del nostro sacco. E’ da poco che ho cominciato quest’avventura, che mi sono unita all’immenso mondo dei blog di cucina e ho capito che è un luogo fatto di persone vere che per passione, per il desiderio di provarci e di misurarsi, ma anche un pò, diciamo la verità per voyeurismo, impiegano il loro tempo libero o le ore di sonno alla ricerca di ricette, di ingredienti, infine all’esecuzione del piatto, alle relative foto, alla scrittura del post e alla diffusione. Il testare le ricette è questo il fondamentale servizio reso. In prima persona non mi posso permettere il lusso di buttare soldi provando ricette incerte, e ne sto provando di ricette in questo periodo! Avendo provato già la sua famosa base per quiche, ho deciso quindi di provare anche i suoi kipferl, dei biscottini alla vaniglia austriaci, natalizi a dire il vero, ma non essendo una tradizione nostra farli in quel periodo, secondo me vanno bene sempre. Sempre proprio no! Perchè dire biscotti alla vaniglia è ingannevole. Si dovrebbe dire biscotti alla vaniglia, mandorle e tanto tantissimo burro. Embè! Per provare quel gusto e quella scioglievolezza è l’unico modo. Quindi scegliete un periodo dell’anno a vostro piacimento e imponetevi di farli solo in quel periodo. Imponetevelo seriamente, perchè uno tira l’altro. Somigliano molto ai nostri canestrelli, solo che non prevedono l’uso delle uova.

Per 20 kipferl:

  • 35 gr. di zucchero semolato (quello più fine)
  • 120 gr. di burro a temperatura ambiente
  • 140 gr. di farina “00”
  • 60 gr. di farina di mandorle
  • 1 stecca di vaniglia
  • zucchero vanigliato quanto basta per  inzuccherarli

Incidere la stecca di vaniglia con un coltellino, estrarre i semini e mischiarli allo zucchero semolato. Lasciare insaporire.

In una ciotola mettere lo zucchero con i semini di vaniglia, il burro morbido a pezzettini, le farine setacciate e mescolare il tutto con un cucchiaio di legno fino ad ottenere un impasto omogeneo. Formare una palla con le mani e far riposare per un quarto d’ora.

Preriscaldare il forno a 170°.

Tagliare l’impasto in quattro pezzi, e con ognuno formare dei salsicciotti di circa 10 cm. Tagliare ogni salsicciotto in pezzi da 2 cm e dare loro la forma di un cornettino (ci si può sbizzarrire a dare forme diverse, comunque). Porre in una teglia ricoperta da carta da forno, leggermente distanziati (un minimo crescono) e cuocere nel forno caldo statico, nella parte centrale, per 15 minuti esatti. Se nel frattempo la superficie dovesse cominciare a scurirsi, abbassare fino a 150°. Sfornare ancora morbidi e non toccare fino a quando non si sono raffreddati completamente: caldi sono molto fragili.

Io li ho trovati ancora più buoni il giorno dopo, avendo avuto l’accortezza di porli in un contenitore ermetico. Cospargere con lo zucchero vanigliato e servire.

La ricetta originale la potete trovare qui. Personalmente ho trovato difficoltà a tritare lo zucchero con la stecca di vaniglia nel mixer. 

Buon Natale austriaco!

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9 thoughts on “I kipferl di Christoph Felder.

  1. Ida cara, conosco questi biscotti e cerco di non comprarli mai a causa dell’ingrediente da te menzionato! Non mi era mai venuto in mente di farli e anche io come te mi fido più delle blogger che dei libri di chef(ho preso certe cantonate!!).Di te , poi, mi fido all’infinito quindi li proverò, però a Natale , quando la prova costume è ancora lontana:-)

  2. mizzica, io se comincio a fare biscotti ora non mi fermo sino a Natale 😀
    buonissimi questi biscotti e si, sono d’accordo con te la pasticceria è una scienza precisa, mica bau bau micio micio, non ci si può improvvisare! Personalmente mi fido di più di una ricetta provata e raccontata da un’amica blogger che dell’attendibilità di alcune riviste 🙂
    grazie dunque per questa tua condivisione, bedda mia :*
    Cla

      1. eCCerto che lo lessi tutto 😀
        grazie a te coriceddu, qua sono per la mia candidatura a dizionario italiano siciliano e viceversa ahahahahah
        *

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