Chicche di patate con cavolfiore e prosciutto. Le cavolate della matematica.

 “Le nuvole non sono sfere, le montagne non sono coni, le coste non sono cerchi, e la corteccia non è liscia, né il viaggio del lampo va in linea retta” (Benoît Mandelbrot, matematico polacco, 1924-2010).

Tutta la matematica, nello specifico la geometria (euclidea) che abbiamo studiato a scuola non ci serve per capire la bellezza, apparentemente caotica, delle forme che più ci affascinano in natura. Perciò spesso, quasi sempre, appare arida e noiosa. Bisogna essere dei visionari per comprenderla. Bisogna essere dei visionari unici per formulare nuove teorie. La scuola dovrebbe servire principalmente ad aprire le menti. Le nozioni, date di nascita dei vari Papi, ben presto svaniscono. La possibilità che ci dovrebbero offrire gli insegnanti è quella di affacciarci al mondo attraverso delle finestrelle e di farcelo guardare non solo con gli occhi, ma con il cuore e la mente. Mandelbrot apparteneva alla schiera dei cani sciolti matematici come Pitagora, Keplero e Newton (tabelline, leggi dei movimenti dei pianeti, gravità). Ha rivoluzionato la matematica e ci ha svelato la segreta armonia della natura teorizzando una nuova geometria: la geometria dei frattali. A questo punto chi già ha capito dove intendo arrivare dirà: “ecco, ora ci fa un esempio del cavolo”; chi non lo sa dirà: “questo post ci sta come il cavolo a merenda”; altri ancora diranno: “che cavolo stai dicendo, Ida!”. Io vi farò un cavolo di esempio.

Quando acquisterete il cavolfiore per realizzare questa deliziosa ricetta, osservatelo dapprima intero. Staccatene una cimetta. Vi sembrerà un cavolfiore in miniatura. Staccate poi una cimettina dalla cimetta. Vi sembrerà una miniatura ancora più piccola. E così via. La forma del cavolfiore non è cubica, conica o sferica(bè, più o meno), ma è un esempio di frattale. Ossia un “oggetto geometrico che si ripete nella sua forma allo stesso modo su scale diverse, ossia le sue parti non cambiano forma se osservate al microscopio”. Come gli alberi (c’è il tronco, poi i rami che sono dei piccoli tronchi, che a loro volta riportano rametti più piccoli), i fiocchi di neve, le montagne, le coste geografiche, le nuvole, i vasi sanguigni, i battiti cardiaci, i processi neurali e la distribuzione delle galassie nell’universo. Mandelbrot ha dato una forma al caos. La nostra mente è attratta istintivamente dalla geometria frattale, forse perchè siamo circondati da essa o forse perchè ne siamo pervasi. I frattali hanno influenzato l’arte, la musica e anche l’economia. Ha trovato numerose applicazioni anche nella vita quotidiana: dalla progettazione di antenne per la telefonia mobile, ai programmi di compressione per immagini digitali. (Fonte: The Telegraph)

                                               Jakson Pollock, Blue Poles, Number 11, 1952

“E ai frattali è arrivato anche l’artista, non con l’analisi del matematico, ma con l’intuizione, dimostrando ancora una volta quale profondo legame esista tra matematica e arte.” (Fonte: Polymath)

Se le parole usate nel modo giusto sono poesia per l’anima, la matematica, capita nel profondo fino a divenire immagine, diviene poesia per la mente, un aiuto a descrivere e a comprendere nel profondo il fascino della natura. Un giorno, uno dei professori più estrosi, temuti e “densi”, dell’Università che ho frequentato, è entrato in aula, ha scritto sulla lavagna una delle formule dell’elettromagnetismo più difficili da capire, dal sintetismo estremo, si è girato ci ha guardato e ci ha detto: “Uagliò! (facoltà di ingegneria, Napoli, unica donna in aula..io) ‘sta formula vi parla..ma voi non ascoltate”. Forse non ho mai capito quella formula, forse il professore non è mai riuscito a spiegarla, ma la sua frase è stato uno stimolo a ricercare le cose belle e nascoste della natura. Che poi non ci riesco o meglio non mi applico più di tanto, questo è un altro discorso.

Per 6 persone (circa):

   Per le chicche:

  • 600 gr di patate (preferibilmente a pasta bianca, più farinose)
  • 200-250 gr di farina “00”
  • 1 uovo (togliere parte dell’albume)
  • 100 gr di parmigiano grattugiato

Per il condimento:

  • 500 gr di cavolfiore
  • uno spicchio d’aglio
  • 100 gr di prosciutto crudo a cubetti
  • pepe o peperoncino
  • un ciuffetto di prezzemolo
  • sale e olio quanto basta

Preparare il condimento soffriggendo le cimette di cavolfiore, precedentemente lavate, insieme all’olio e l’aglio schiacciato. Pepare(o aggiungere il peperoncino), salare e lasciare insaporire qualche minuto. Aggiungere un mestolo d’acqua, coprire e portare a cottura. Spegnere il fuoco, schiacciare le cimette con una forchetta, aggiungere il prezzemolo tritato e il prosciutto a cubetti.

Per le chicche, lavare le patate e cuocerle, con la buccia, in abbondante acqua, partendo da acqua fredda. Una volta cotte, pelarle ancora calde e schiacciarle con lo schiacciapatate. Far raffreddare e impastarle energicamente con la farina, l’uovo(al quale andrà tolto parte dell’albume) e il parmigiano, fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo. Se l’impasto dovesse risultare un pò appiccicoso aggiungere altra farina, ma non troppa, altrimenti oltre ad indurirsi sapranno solo di farina. Ciò dipende molto dalla qualità delle patate scelte. Sulla spianatoia infarinata, dividere l’impasto in più pezzi, formare dei cilindri spessi circa un dito e tagliarli a tocchetti. Infarinarli leggermente e cuocerli in abbondante acqua salata fino a quando saliranno in superficie. Raccoglierli con un mestolo forato e far mantecare in padella con il condimento aggiungendo un mestolo di acqua di cottura. Impiattare e servire.

Buona armonia universale a tutti!

Colgo l’occasione per ringraziare Claudia di “Scorza D’Arancia” per avermi dato l’opportunità di partecipare al suo contest e vincere!!!

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13 pensieri riguardo “Chicche di patate con cavolfiore e prosciutto. Le cavolate della matematica.

  1. Ho iniziato ad amare la matematica solamente da adulta …. ma adulta, adulta! Non te la fanno proprio piacere a scuola…. PS anche il cavolfiore ho iniziato ad amarlo da adulta! ha ha 😉

  2. Mi hai fatto tornare per un momento alla mia infanzia, quando il mio papà mi faceva esempi di questo genere…applicava (e lo fa ancora oggi) la matematica e la fisica ad ogni cosa. Ma proprio ogni cosa eh!!!!!!!
    La chiama deformazione professionale, io la chiamo passione…un po’ come quella che hai messo in questo piatto no?
    Buona serata!!!!

  3. Ossignur mi ha fatto riflettere questo post… i frattali.. sicuramente ho dimenticato la matematica che ho studiato… sigh.. non li ricordavo minimamente!!!! però come resto affascinata dal broccolo e tanto altro in natura.. è vero.. alcune cose son fatte delle loro miniature! che magia!!!! Invece vogliamo parlare delle tue chicche di patate? Uff prima o poi dovrò rilanciarmi .. una volta feci un pastrocchio.. le patate che s’attaccavano alle mani.. mi son detta mai più! però.. poi.. vedi ricette come questa e ti dici “ma si.. vale la pena riprovarci”.. Ottimo anche il condimento.. semplice.. ma gustoso e nutriente! Adoro cavolfiori/broccoli e quant’altro della famiglia :-).. Buon lunedì
    ps: grazie di essere passata da me, m’ha fatto piacere!

  4. My dear Ida, this is incredible!! I love cauliflower and never thought of it with ham. Absolutely love the homemade goodies!! And I love the Pollock art choice! Perfect!!

  5. I frattali li adoro e mi piace osservarli in natura. Dalle foglie del cavolfiore, agli abeti. I miei preferiti sono le conchiglie. La matematica è magica, ma pure le tue ricettine non scherzano è :-9 Baciiii

  6. La matematica è sempre stata la mia materia preferita a scuola, mi divertiva giocare con i numeri e l’ho sempre vista come un esercizio per la mente che allara a nuovi orizzonti. Molto più difficile invece mi risulta/va giocare con le parole, mi sono sempre sentita un po’ ermetica.
    Le tue chicche di patate sono una vera chicca, soprattutto con una generosa dose di peperolicchio 😀 Da amante del cavolfiore afferro al volo il tuo suggerimento. Piacere di averti scoperto, buona serata

  7. I numeri, per me, sono bellissimi…… da ricopiare…. ricordo che una mia professoressa delle medie mi aveva predetto un liceo scentifico perchè secondo lei avevo una mente matematica…. io? no, mi piacciono i numeri ma preferisco le lettere. Mettimi davanti un foglio bianco e lo posso riempire di parole, con i numeri non ci so fare e loro lo sentono….. ma ci amiamo comunque, in armonia universale e ci si fa compagnia…..
    Le chicche te le mangerei 3 x 3 , il dolce anche ma un morso in una guancia lo darei volentieri anche a Stefano…. è d’obbligo, appena arriva la pentola a pressione stegamare con quella e postare subito…. bella la teoria dei frattali, affascinante la ripetizione in natura….. grazie… se ne impara sempre una ad averne voglia!!!!!
    Ciao Ida
    Sandra

  8. Il cavolfiore è sempre stato un ortaggio presente nella mia cucina, lo trovo sublime mangiato anche solo scaldato, (è vero combatto sempre con il suo odore,vorrei eliminarlo),ma combinato con gli gnocchetti ,poi fatti in casa, e gli altri ingredienti non l’ho mai provato,ricetta stupenda. Naturalmente complimenti per il primo premio che avete vinto,complimenti anche per la lezione di matematica e sui frattali (non ne conoscevo l’esistenza!!!!!!) e capisco che l’intelligenza che sa unire la matematica con la cucina rende liberi comunque.

  9. Ho frequentato la scuola d’arte e nonostante per me la matematica, l’algebra e pure la quantistica siano state belve nere, quando vidi il video in classe dei frattali (essenziali per gli studi artistici) ne rimasi colpita. Tant’è che spesso nelle cose cerco il loro frattale. La tua post-lezione di oggi è stato un rispolvero scolastico e di vita ma anche un’occasione per confermare quanto tu possa essere elegante e discreta anche quando potresti benissimo fare la “uagliona” e gridare HOVINTO. Sei sempre una spanna sopra. La ricetta? e che te lo dico a fare…

  10. Ehi signora mia buongiorno:* innanzitutto ci tengo a dirti che sei comparsa negli aggiornamenti! adesso non so se per qualche algoritmo matematico oppure per pure fortuna:D ammetto di non essere ferrata in questa materia.. sono donna di lettere io, psicologia e lingue straniere.. quando si tratta di numeri inizio prima con l’ausilio delle mani e poi con l’inseparabile calcolatrice.. un tempo la casio, oggi l’iphone.. Ho notato (adesso mi dilungo 2 righe anche come sfogo personale) che cucina-pasticceria e matematica hanno tante cose in comune… non solo dunque le sferiche, coniche forme che cogli nelle verdure.. ma nelle misure, nei pesi, nelle (stra-fottute) pardon equivalenze con cui ogni giorno mi trovo a fare i conti 1 dl quanti grammi sono? 1 cup quanti grammi è se 1/2 cup è circa 50 gr? allora vado in tilt, un cortocircuito che solo mio marito tuo collega(ingegnere) sa ristabilizzare.. ecco adesso mi sono confessata:D i tuoi gnocchetti sono chicche nel vero senso della parola:d la ciliegina sulla torta che vorrei trovare a pranzo appena torno a casa… strepitose.. con il cavolfiore che amo le proverò sicuramente:*

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