Pane cotto con i broccoli di rapa. Ricordi chiari e ricette distorte.

Le seggioline impagliate davanti al caminetto. Faccia rossa e spalle chiatrate (ghiacciate). Le bucce d’arancia buttate sulla brace, deodorante per la casa. La fiamma ipnotica. Panorama innevato. Il colore dell’inverno. Il bucato intirizzito. La pignata con i fagioli. Le castagne. La granita dei 1000 metri: la sorbetta, neve candida e mosto cotto. Il presepe di terracotta. Il profumo delle frittelle di pasta di pane, come sveglia mattutina. Mia nonna ai fornelli a costruire i miei ricordi.

Non solo i miei ricordi, ma anche i miei vizi. La costringevo a preparare quasi sempre dei piatti alternativi per me. Ero difficile. Tutti ragù? Io sugo finto, ossia al pomodoro. Tutti parmigiana? Io mozzarella. La criatura andava accontentata. Spesso per cena preparava uno dei piatti poveri della tradizione lucana, un piatto di riciclo, il pane cotto con le uova. E io? Mozzarella. L’uovo in camicia andava contro i miei canoni infantili di cibo, ma ne ero segretamente attratta. Il profumo ha provato più volte a scuotermi, ma niente. Irremovibile. E continuo ad esserlo. Mangio le uova, ma trasformate, intere proprio no. Per ora. Non avendo distorto il ricordo, ho distorto la ricetta, soppiantando le uova con i broccoli di rapa. Una variante del pane cotto più tipicamente pugliese. Si, a Napoli non esistono le cime di rapa, ma i vruoccoli di rapa. Stesso sapore, ma niente cimette. Mia nonna, cullata dalle nuvole, approva. Mia madre(vivissima), pure, ma preferisce le cimette.

Broccoli di rape

Per 4 persone:

  • 4 fascetti di cime di rapa o simili
  • 3-4 fette di pane raffermo (il pane deve essere asciutto, non secco, ancora affettabile e preferibilmente di grano duro, altrimenti consiglio di eliminare la mollica. Il rischio è quello di ottenere una pappetta collosa. In alternativa, si può usare il pane fresco, leggermente tostato. La ricetta è semplice, ma ha le sue insidie.)
  • uno spicchio d’aglio
  • sale, olio extravergine d’oliva e peperoncino quanto basta
  • polvere di peperone rosso (facoltativo)(In Lucania si ottiene triturando i peperoni cruschi, ossia un particolare peperone rosso essiccato. Famoso quello  I.G.P. di Senise(PZ)) in alternativa un pò di paprika dolce.

Mondare la verdura, eliminando le foglie più dure, sciacquarla più volte e lessarla in abbondante acqua bollente. In una padella capiente, far soffriggere l’aglio e il peperoncino in un pò d’olio extravergine d’oliva (anche un pò di polvere di peperone rosso se gradita, che colora leggermente l’olio). Aggiungere il pane tagliato a pezzi grossolani, la verdura al dente, non scolata, ma presa con un forchettone, e il sale. Far insaporire e se è il caso, ossia se il pane dovesse risultare ancora duro, aggiungere un mestolo d’acqua di cottura della verdura tenuta da parte. Personalmente la preferisco abbastanza asciutta, ma si può decidere di tenerla più brodosa. Spegnere il fornello, coprire e lasciar riposare qualche minuto. Servire aggiungendo un filo d’olio.

Semplicemente, buona giornata.

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11 thoughts on “Pane cotto con i broccoli di rapa. Ricordi chiari e ricette distorte.

  1. Sarò lunga, te lo dico subito così mi tolgo il pensiero: quanto mi piacciono i tuoi post. Mi piace quando racconti di te e della nonna, mi piacciono le tue parole in dialetto, mi piacciono le tue foto (sono innamorata della borsa di iuta delle cimette di rapa), mi piacciono (ASSAI) le tue ricette. Questa è mia, già salvata nell’agenda di quelle da ri-fare. GRAZIE Ida, ti auguro un meraviglioso 2013.
    Sandra

  2. I ricordi sono una cosa che mi toccano nel profondo.
    Quanta meraviglia…quanto amore.
    Anche io chiudo spesso gli occhi quando sento un sapore e immagini della mia storia si spiegano davanti a me.
    Le nonne poi…le nonne ❤

  3. Anche io sostengo che i ricordi vanno costruiti,e vanno impressi nella memoria fin da piccoli, non ci possono essere ricordi solo perchè sei nato, altrimenti nella mente di un bimbo restano impressi solo i ricordi banali. Veniamo alla ricetta: in un momento dell’anno così frenetico ti garantisco che questo piatto mette serenità e l’acquolina in bocca.

  4. Ida tutto il post è bellissimo, ma le immagini della intro in alto mi hanno riportata anche alla mia infanzia… che ricordi 🙂 Non ci credo che non mangi le uova intere eheheh Da provare questo pane cotto, mi incuriosisce un sacco 🙂 Bacioni e buona domenica!!

  5. mmmmh, mi piace tutto; le bucce d’arancia buttate nel caminetto e la nonnina che cerca di “avversare” la niputedda. Mi piacciono i tuoi modi, l’uso che fai del racconto, lo pieghi secondo linee sicure, come quando si ripiega la tovaglia dopo averla usata. Utilizzi parole avvolgenti legate in una frase come questa “Mia nonna ai fornelli a costruire i miei ricordi”. Come si fa a non amare anche la ricetta? Ricca di notazioni, consigli e segreti.
    grazie :*
    Cla

  6. I ricordi sono le cose belle, quelle importanti, i piccoli frammenti che restano… tutto cambia, tutto si trasforma e si rivisita… ma loro, i nostri ricordi no, sono unici, chiari e ci accompagnano sempre a dispetto del tempo.. io nn ho mai conosciuto nessuno dei miei nonni, mamma è l’ultima di 5 figli … ma sono stata coccolata dagli zii anche se devo dire che la difficile di casa era mia sorella che come te necessitava sempre di preparazioni ” a parte” ancora oggi.. per lei senza formaggi e mozzarelle anche lasagne e parmigiane.. 😀 sai che io il pan cotto nn l’ho mai mangiato? ebbene…. confesso… mentre sorrido sui broccoli e confermo che da noi le cime nn esistono… Napoli è il nostro pianeta.. come per i friarielli che possediamo solo noi oppure le famose verdure per la ” minestra di natale”… mio marito (piemontese) nn ci può pensare… meno male che tra meno di 6 giorni torno in terra natìa… sapessi quanto mi manca:) un abbraccio grande tesoro e complimenti per questa preparazione e foto magnifiche:*

Esprimiti pure

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