Il sorbetto alle fragole più bello del reame.

C’erano una volta 200 g di fragole (già mondate)IMG_2405-001Incontrarono 50 g di confettura di frutti di bosco e uno sciroppo, costituito da 150 g di acqua fatta sobbollire per 5 minuti con 100 g di zucchero semolato e lasciato raffreddare, 2 cucchiaini di succo di limone e un pizzico di sale. Insieme entrarono in un brutto giro. Lame affilate di un frullatore li ridussero ai minimi termini.senza titolo-2430Emigrarono nel glaciale Polo Nord di un freezer per qualche ora. C’era chi ogni tanto li rimescolava con un cucchiaio di legno, per sminuzzare i cristalli di ghiaccio che si erano formati nel loro cuore.senza titolo-2429-003 Ritornarono trasformati e più uniti di prima, ad alleviare le pene giornaliere di chi decide di fidarsi di loro.senza titolo-2449Note dell’autrice: l’idea di mettere un pò di confettura l’ho presa dal sito Food52. Poi ho bilanciato la ricetta rispettando le proporzioni che prevedono un 50% di frutta, 30% di zuccheri (considerando anche quelli delle fragole e della confettura) e il resto acqua. Ho pensato che la pectina contenuta in essa potesse rendere più cremoso e stabile  il sorbetto. Forse mi sbaglierò ma la coppetta qui davanti a me è tutt’altro che un errore. Rende 500 g di gelato circa. Prima di consumarlo fatelo ammorbidire per una decina di minuti nel frigorifero.

Fidatevi di questa fragolina pasticciona e vivrete tutti felici e contenti.

Tartufo “gelato” al cioccolato. Il pusher.

La natura è il pusher dell’amore. All’improvviso sbuca dal vicoletto, prima ti adesca con una dose di feromoni e poi ti fa viaggiare con la feniletilamina (FEA). Quando passa alla dopamina, il vicoletto diviene un luogo abituale. Il successo a questo punto dipende dalla fortuna di avere gli ormoni sincronizzati, ma soprattutto dall’abilità che abbiamo di tenere lontano il partner da altri feromoni. Io e lui avevamo tutti gli ingredienti. Non bastavano. Ci voleva un pizzico di destino, una manciata di coincidenze e brindare con un boccale caduto in piedi. I vecchi stupefacenti sono un tenero ricordo. Provata la serotonina, non si torna indietro. Si passa direttamente all’ossitocina.

Siamo anche esseri romantici. La poesia dell’amore tocca scriverla a noi.

Tartufo al cioccolatoIl “cibo degli dei” è un altro spacciatore degli ormoni dell’innamoramento e del buonumore. Non a caso a San Valentino è tradizione regalare scatole di cioccolatini. Io amo manipolarlo prima un pò e trasformarlo in una dedica personalizzata.

Non è un vero gelato e nè un semifreddo, la preparazione e gli ingredienti sono diversi, ma nella sua semplicità è un dolcino d’effetto, dalla giusta consistenza e soprattutto non ne potrete fare più a meno. Si prepara con facilità, si congela e si sorprende.

Per 4 formine semisferiche di 8 cm di diametro:

  • 400 gr + 100 gr di panna fresca da montare
  • 60 gr di latte
  • 60 gr di cioccolato fondente al 50%
  • 40 gr di cacao amaro + quello sufficiente a ricoprirli
  • 45 gr di zucchero + un ulteriore cucchiaio

In un pentolino amalgamare il latte, 45 gr di zucchero e il cacao, fino ad ottenere un composto liscio. Aggiungere il cioccolato spezzettato e far sciogliere su fuoco debole, sempre mescolando. Si otterrà un composto denso. Far raffreddare.

Aggiungere 400 gr di panna non montata poco alla volta e amalgamare mescolando delicatamente. Far raffreddare abbondantemente in frigo. Montare il composto con uno sbattitore elettrico, fino ad ottenere una crema ferma. Riporre in frigo e montare i restanti 100 gr di panna, freddissima, con un cucchiaio di zucchero.

Riempire le formine con la crema al cioccolato, per i due terzi. Se la crema è ben ferma, si riuscirà a praticare una fossetta al centro da riempire con la panna montata. Altrimenti, far congelare leggermente le formine piene e poi praticare la fossetta. In alternativa si può utilizzare una tasca da pasticcere per iniettare la panna al centro, fino a riempimento.

Riporre in freezer. Sformarli quando sono ben induriti e, prima di servirli, tenerli una ventina di minuti a temperatura ambiente (se si utilizzano le formine in silicone, si sformeranno facilmente spingendo la base. Se si utilizzano le formine metalliche, o le tazzine o qualsiasi altra cosa rigida, immergerle per pochi secondi nell’acqua calda, facendo attenzione a non bagnare il dolce. Capovolgendoli scivoleranno nel piattino). Cospargerli di cacao amaro. Si conservano in freezer.

(La ricetta è tratta da un e-book che stampai tempo fa)

Buon San Valentino!

Con questa ricetta partecipo al contest de “L’aroma del caffè”:

Crema allo yogurt e panna con gelatina di melagrana. Il fior fiore dei significati.

Alloro: gloria. Bocca di leone: capriccio. Camelia: perfetta bellezza. Fiordaliso: sensibilità. Giglio: purezza. Girasole: allegria. Rosa gialla: infedeltà.

Fior di melograno (bello, bellissimo, color rosso fuoco): amore ardente.

Melagrana (frutto mitologico, biblico, presente fin dalla preistoria, ricco di vitamina c e dalle numerose proprietà benefiche): sensualità, fertilità, fratellanza, unità, ombra e morte.

Sarà forse il pomo causa della cacciata dal paradiso terrestre?

Per 4 persone:

  • 150 gr. di yogurt greco
  • 200 ml di panna fresca da montare di buona qualità
  • 100 gr di succo di melagrana (per ottenerlo mi è bastata una melagrana abbastanza grande e matura)
  • 2+2 cucchiai di zucchero

Per la gelatina di melagrana, bisogna sgranarla. I metodi che propongo sono due. O si divide in quatto spicchi e con pazienza si estraggono i grani, liberandoli dalle pellicine, oppure si taglia lungo l’equatore e con un cucchiaio si batte sulla buccia, raccogliendo tutto ciò che cadrà in una ciotola piena d’acqua. Si vedranno i grani andare a fondo e le pellicine galleggiare. Schiacciare i grani, sgocciolati se si opta per il secondo metodo, con uno schiacciapatate (ringrazio Filippo, non so se si ricorda, ma tempo fa mi suggerì lui questo attrezzo, parlando di super alcolici ovviamente). Si dovrebbero ottenere circa 100 gr di succo. Altrimenti procedere con un altra melagrana. Attenzione! Il succo macchia indelebilmente, solo la candeggina lo smacchia. Filtrare con un colino per eliminare eventuali impurità. Portare ad ebolllizione con due cucchiai di zucchero, su fuoco medio, mescolando di tanto in tanto e far ridurre fino ad ottenere una gelatina semiliquida. Finirà di addensarsi raffreddandosi. Ho ottenuto mezza tazzina di caffè di gelatina, ma basta, a mio avviso per variegare 4 coppette. Nel caso si addensi troppo, basta aggiungere qualche goccia di acqua e mescolare. Attenzione! Non abusare con lo zucchero. Si rischia di ottenere il caramello. Far raffreddare e porre in frigorifero, fino al momento di servire.

p.s. lo sciroppo di melagrana o granatina, da sterilizzare e conservare, si ottiene con un metodo più lungo che prevede un riposo di giorni, nei quali avviene la fermentazione e si usa una quantità di zucchero superiore. Ma anche con la riduzione si arriva ad uno sciroppino gustoso. Ancora più semplicemente, si può usare il succo ottenuto come semplice succo di frutta da consumare nel giro di pochi giorni.

Per la crema, unire in una ciotola, mescolando delicatamente, lo yogurt e 2 cucchiai di zucchero (o la quantità desiderata) alla panna fresca. Porre la ciotola, insieme alle fruste di uno sbattitore elettrico, in freezer per 10 minuti. Scaduto il tempo, montare il composto alla massima velocità fino ad ottenere una crema densa. Con la panna fresca di ottima qualità, non ho mai avuto problemi. Ho sempre ottenuto un montaggio perfetto e, anche maltrattandola, sempre decorazioni precise e solide. Siate comunque delicati nel trattarla. Riempire una sac a poche (non è obbligatorio, va bene anche a cucchiaiate), dividere il composto nelle coppette e riporre almeno 10 minuti in frigo. Al momento di servire innaffiarle con un paio di cucchiaini di gelatina e volendo decorare con qualche chicco di melagrana tenuto da parte.

Ringrazio mia madre per avermi fatto conoscere e apprezzare la bellezza e la potenza visiva del fiore dell’albero di melograno. Ora tocca a lei sgranare circa una quarantina di frutti, per ottenere un litro di sciroppo! Ragion per cui la granatina che si trova comunemente in commercio è composta da tutt’altri frutti. Il vero sciroppo è un prodotto di nicchia.

Buon amore ardente a tutti!