Spuntino e sputacchi alle ciliegie.

Spuntino Angela alle ciliegie

A te che mi hai chiesto come impiegare 10 kg di ciliegie senza farne confettura. Le prime cinque o sei (di numero), dividile a metà, denocciolale e caramellale in un pentolino antiaderente sul quale avrai spalmato un cucchiaino di miele. Adagiale dalla parte del taglio, mi raccomando. Appena sentirai il profumino inconfondibile del caramello annusa con gli occhi chiusi, pensami e spegni. Falle raffreddare in freezer ma per poco. Giusto il tempo di riportarle rapidamente a temperatura ambiente. A me piacciono leggermente ghiacciate però, lo sai. Fai far loro l’amore con tre cucchiai di yogurt greco, un altro cucchiaino di miele e una spruzzatina di limone.

ciliegie
Gli altri 9,850 Kg gustali davanti alla tv, o davanti al pc mentre trasformi la tua passione in pane e io trasformo il mio pane in passione grazie ai tuoi consigli e ai tuoi incoraggiamenti. Sputacchia i noccioli cercando di centrare un bicchiere distante. Ogni canestro è un mio bacino per te, Angela.

p.s. : i noccioli delle ciliegie sono ottimi come imbottiture per cuscini terapeutici. Basta lavarli per bene, essiccarli in forno a 100° e infilarli in una piccola fodera con zip. Il cuscino, riscaldato su un termosifone, è un ottimo sostituto della borsa d’acqua calda e, mettendolo in freezer, anche della borsa del ghiaccio.

Ciao, ciao, ciao!

Tramezzino Stefano. Ida e l’ufficio anagrafe.

senza titolo-3036-004Sono stufa di elencare gli ingredienti già nel nome della ricetta. Un tramezzino semplice, nato per esigenze dietetiche, aveva bisogno di un nome light. Doveva essere italiano e ricordare un giorno festivo del calendario. L’impiegato dell’anagrafe mi ha guardato e mi ha chiesto: ” Allora?? Ha deciso, signora?”. Sul cognome non c’erano dubbi: ” Tramezzino!”, ho esclamato. Meglio di sandwich come ci ha insegnato D’Annunzio. “Du gust is megl che uan” come ci ha insegnato Accorsi… “Stefano!”, ho urlato. E’ stato complicato come quando ho dovuto scegliere il nome del mio priomogenito. “Stefano!” sussurrai all’infermiera del nido….modificato2Stefano è composto da tre fette di pane per tramezzini integrale e due strati di farcitura. Per la prima farcitura vi basterà tagliare a striscioline una zucchina novella, aggiungere mezza cipollina affettata sottilmente e condire con qualche goccia di succo di limone, un filo d’olio extravergine d’oliva, sale e pepe. Per la seconda invece lavorate con la forchetta un paio di cucchiaiate di ricotta, un cucchiaino di parmigiano grattugiato e aggiungete qualche mandorla o nocciola tostate e tritate grossolanamente. Mettete le zucchine sulla prima fetta di pane e coprite con la seconda fetta che spalmerete di ricotta. Chiudete con l’ultima fetta di pane, tagliate due triangolini e fermateli con uno stuzzicadenti.

Niente di che. E’ solo per rendere più gradevole una dieta e per chi mi chiede ricette semplici e fattibili solo aprendo il frigorifero.

Vi aggiorno sulla data del Battesimo.

Street food classico napoletano. Il crocchè.

Crocchè

Bisogna barricarsi mentre si friggono i crocchè. I ladri sono sempre in agguato. Attirati dall’inconfondibile profumo arrivano quatti quatti e con improvvisa disinvoltura attaccano il piatto di portata. Ed hanno ragione. Il crocche è friggi e mangia. E’ una ricetta della cucina classica napoletana che nasce poverissima. Patate, sale e pepe senza impanatura. Ma ahimè nasconde delle insidie. Se non si trova la patata giusta si dissolvono nell’olio di frittura. Almeno a me è capitato spesso. Questa che vi propongo e che si trova nell’ultimo numero del magazine  “Taste&More” è la versione che non mi ha mai deluso. Nata consultando la tradizione, le signore napoletane e la mia cara mammina.

La ricetta si trova a pag. 26 del magazine.

 

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