Quei gran bei biscotti ai cereali. E cioccolato.

Già immagino le critiche di mia madre. “Ma cosa hai fatto??? E dove li trovo ora i fiocchi d’avena? E le nocciole di Giffoni I.G.P?”.  Non lo so. I primi li ho trovati in un negozio di prodotti biologici e, stranamente, non hanno voluto un rene in cambio. Le altre comodamente in un supermercato. Semplici da realizzare, croccanti, rustici e friabili, bisogna solo rispettare alcuni accorgimenti prima di infornarli e soprattutto usare ingredienti di qualità. Una nocciola scadente, pregiudica il risultato. Consiglio di cambiare frutta secca nel caso in cui non si riesca a trovarne una di buona qualità. Era da tempo che volevo provarli, in rete ne esistono varie versioni. Confusa ho fatto di testa mia.

Per 35 biscotti circa:

  • 100 gr di farina 00
  • 250 gr di fiocchi di avena (non i corn flakes! Potrebbe andare bene anche il muesli, quello che contiene frutta disidratata o cioccolato)
  • 1 uovo intero
  • 80 gr di burro
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 100 gr di zucchero bianco
  • 50 gr di zucchero di canna
  • 50 gr di cioccolato fondente (oppure uvetta e/o altra frutta disidratata)
  • 50 gr di nocciole tostate e spellate
  • mezzo cucchiaino di lievito per dolci
  • un pizzico di sale
  • un pizzico di cannella (facoltativa)

Tritare grossolanamente il cioccolato fondente in un mixer e porlo in frigorifero. Tritare grossolanamente anche le nocciole fino ad ottenere la granella.

In un mixer riunire la farina setacciata, i fiocchi di avena, i due tipi di zucchero, il lievito, il sale e mescolare per pochi secondi azionando le lame. Aggiungere il burro freddo a pezzettini, e riavviare il mixer fino ad ottenere un composto tipo sabbia bagnata. Aggiungere l’uovo e lavorarlo, sempre nel mixer, fino ad assorbimento. A questo punto, se il composto non si è ancora amalgamato, aggiungere un cucchiaio di olio alla volta fino a quando il composto non si raccoglie quasi come una palla. Potrebbero bastare anche meno di tre cucchiai di olio. Nel caso contrario, aggiungere uno o due cucchiai di acqua fredda. Trasferire il composto, che risulterà granuloso e umido, in una scodella e aggiungere, mescolando con un cucchiaio, il cioccolato e la granella di nocciole. Aggiungere, se gradita, un pizzico di cannella in polvere.

Se non si possiede un mixer, o si desidera lavorare in silenzio, impastare a mano gli ingredienti secchi con il burro a pezzettini, formando delle briciole e proseguire amalgamando gli altri ingredienti nell’ordine scritto con una forchetta o cucchiaio.

Dividere l’impasto, ripeto granuloso e un pò appiccicoso, in due, e rovesciare ogni metà su di un foglio di carta argentata. Formare con le mani due salsicciotti di circa 5 cm di diametro, manipolando l’impasto il meno possibile. Avvolgerli nella carta, formando una caramella e porli in freezer per 10-15 minuti.

Preriscaldare il forno a 180° statico e ricoprire due teglie grandi (una sarà la leccarda del forno) con la carta da forno.

Trascorso il tempo, i salsicciotti dovrebbero risultare sodi ma comunque facilmente affettabili. Prelevarne uno e l’altro riporlo in frigo. Tagliare delle fettine di poco meno di un centimetro di spessore e porle sulla carta da forno. Le fettine non verrano precise, i pezzettini di cioccolato lo impediranno. Basterà aggiustare la forma, picchiettando con le dita i bordi. Distanziarle di 1-2 cm, perchè si allargheranno un pochino. Porre la teglia in frigo. Ripetere l’operazione con il secondo salsicciotto e far raffreddare anche la seconda teglia di biscotti in frigo.

Infornare la prima teglia a metà altezza e far cuocere per circa 15 minuti, o fino a quando i bordi risulteranno scuri. La cottura dipende sempre da forno a forno. Se i biscotti dovessero scurirsi troppo prima dei 10 minuti, abbassare il forno fino a 170°. Io ho preferito quelli ben cotti, li ho trovati più croccanti, non duri! Estrarre dal forno e far raffreddare su una gratella. Infornare la seconda teglia.

Una volta freddi porli in un contenitore ermetico. Si conservano bene per più giorni.

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I kipferl di Christoph Felder.

Non prendetevela con me! Se non conoscevate questi biscotti, li provate, non vi riescono o non vi piacciono, non è colpa mia. Approfittatene per fare un viaggetto in Francia e prendetevela con Felder. Scrivere di cucina, o meglio trascrivere ricette, non è così semplice. Una ricetta mal spiegata, quindi dal probabile insuccesso, è una perdita economica e di tempo per tutti quelli che si sono incuriositi e fidati. L’affidabilità di un libro di cucina, di una trasmissione televisiva, di un blog di ricette è la caratteristica primaria. Inventare una ricetta, soprattutto di pasticceria, è cosa di pochi geni. Possiamo prenderne una esistente, adattarla ai nostri gusti e disponibilità, cambiare un ingrediente, variare di poco una dose, ma non possiamo definirla in pieno farina del nostro sacco. E’ da poco che ho cominciato quest’avventura, che mi sono unita all’immenso mondo dei blog di cucina e ho capito che è un luogo fatto di persone vere che per passione, per il desiderio di provarci e di misurarsi, ma anche un pò, diciamo la verità per voyeurismo, impiegano il loro tempo libero o le ore di sonno alla ricerca di ricette, di ingredienti, infine all’esecuzione del piatto, alle relative foto, alla scrittura del post e alla diffusione. Il testare le ricette è questo il fondamentale servizio reso. In prima persona non mi posso permettere il lusso di buttare soldi provando ricette incerte, e ne sto provando di ricette in questo periodo! Avendo provato già la sua famosa base per quiche, ho deciso quindi di provare anche i suoi kipferl, dei biscottini alla vaniglia austriaci, natalizi a dire il vero, ma non essendo una tradizione nostra farli in quel periodo, secondo me vanno bene sempre. Sempre proprio no! Perchè dire biscotti alla vaniglia è ingannevole. Si dovrebbe dire biscotti alla vaniglia, mandorle e tanto tantissimo burro. Embè! Per provare quel gusto e quella scioglievolezza è l’unico modo. Quindi scegliete un periodo dell’anno a vostro piacimento e imponetevi di farli solo in quel periodo. Imponetevelo seriamente, perchè uno tira l’altro. Somigliano molto ai nostri canestrelli, solo che non prevedono l’uso delle uova.

Per 20 kipferl:

  • 35 gr. di zucchero semolato (quello più fine)
  • 120 gr. di burro a temperatura ambiente
  • 140 gr. di farina “00”
  • 60 gr. di farina di mandorle
  • 1 stecca di vaniglia
  • zucchero vanigliato quanto basta per  inzuccherarli

Incidere la stecca di vaniglia con un coltellino, estrarre i semini e mischiarli allo zucchero semolato. Lasciare insaporire.

In una ciotola mettere lo zucchero con i semini di vaniglia, il burro morbido a pezzettini, le farine setacciate e mescolare il tutto con un cucchiaio di legno fino ad ottenere un impasto omogeneo. Formare una palla con le mani e far riposare per un quarto d’ora.

Preriscaldare il forno a 170°.

Tagliare l’impasto in quattro pezzi, e con ognuno formare dei salsicciotti di circa 10 cm. Tagliare ogni salsicciotto in pezzi da 2 cm e dare loro la forma di un cornettino (ci si può sbizzarrire a dare forme diverse, comunque). Porre in una teglia ricoperta da carta da forno, leggermente distanziati (un minimo crescono) e cuocere nel forno caldo statico, nella parte centrale, per 15 minuti esatti. Se nel frattempo la superficie dovesse cominciare a scurirsi, abbassare fino a 150°. Sfornare ancora morbidi e non toccare fino a quando non si sono raffreddati completamente: caldi sono molto fragili.

Io li ho trovati ancora più buoni il giorno dopo, avendo avuto l’accortezza di porli in un contenitore ermetico. Cospargere con lo zucchero vanigliato e servire.

La ricetta originale la potete trovare qui. Personalmente ho trovato difficoltà a tritare lo zucchero con la stecca di vaniglia nel mixer. 

Buon Natale austriaco!