Pound cake (plum cake in Italia) al cioccolato bianco e limone. Asincronia.

  Pound cake al cioccolato bianco e limone I miei desideri e le possibilità che mi offre la vita reale sono asincroni. Quando vorrei non posso e quando non posso vorrei. Mi riferisco sia ai grandi desideri, come quello di fare una passeggiata in tranquillità fermandomi magari a guardare qualche vetrina, sia ai desideri spiccioli, a volte solo fisiologici. Quello di andare al bagno, a guardarmi allo specchio, senza il disturbatore di turno che proprio in quel preciso istante ha la necessità impellente di trovare la pallina, proprio quella delle dimensioni di un pisellino primavera e non un’altra delle diecimila sparse in casa. Una mezza vita fa invece andare a fare una passeggiata era quasi una violenza. Solo una grande forza attrattiva era capace di scollarmi dalle pareti di casa mia. Di conseguenza non avevo nemmeno l’esigenza di guardarmi allo specchio. Una mezza vita fa, quando avevo tutto il tempo di gustarmi seduta a tavola una ricca colazione, magari servita, mi svegliavo mentre il mio stomaco continuava a sonnecchiare. Chiuso, blindato, fondamentalista. Oggi invece si alza prima di me, consapevole tuttavia che non ci sarà nessuno a servirlo. Perchè chi si dovrebbe occupare di lui, cioè io, è impegnato a gestire capricci, operare vestizioni e smistare scolari. Dalla regia dicono che questa è la vita normale e che questa fase passerà. E sicuramente il mio stomaco si riaddormenterà. Fortunatamente hanno inventato la merenda e anche lo spuntino di mezzanotte.

Pound cake al cioccolato bianco e limone

Per mangiare come parliamo, la Pound cake è il nome che tutto il resto del mondo dà alla torta che noi in Italia chiamiamo Plum cakeBasta fare una semplice ricerca, plum cake recipe, per rendersi conto che la famosa torta da colazione negli altri paesi è a base di prugne, come giustamente suggerisce il nome. La Pound cakeTorta della libbra, nata nel Nord Europa nel 1700, è una torta che tradizionalmente prevede l’uso degli ingredienti principali, farina, uova, burro e zucchero, nella stessa dose di una libbra (circa mezzo chilo). Nata per venire incontro probabilmente alle esigenze di famiglie numerose e che nel nome ha già in sé la ricetta, facile da ricordare anche da chi non sapeva leggere. Nel corso del tempo poi si è evoluta e trasformata in mille versioni. Si è alleggerita e ammorbidita con l’inserimento del lievito in polvere, dell’olio al posto del burro, con l’aggiunta di yogurt e così via. In Francia cambia nome e diviene la Quatre quarts, quattro quarti, riferendosi ai quarti come unità di misura della capacità. In Italia prende il nome di Torta di prugne. Bah. Lo stesso Artusi, che ha cercato di normalizzare il linguaggio gastronomico italiano, definisce il nostro plum cake ” dolce mentitore del nome suo”. Bah. I procedimenti per combinare insieme i quattro ingredienti sono vari. Ad ognuno di essi corrisponde una consistenza finale diversa. Si possono montare le uova con lo zucchero e aggiungere in seguito burro fuso e farina, oppure montare a parte gli albumi e così via. La ricetta originale non prevede l’uso del lievito. La sofficità viene data dall’aria incorporata durante la lavorazione. Un altro metodo, quello più diffuso nei ricettari e quello usato da me in questo caso, è quello di montare il burro morbido con lo zucchero e aggiungere in seguito uova e farina. Il risultato è una mollica più compatta, umida al punto giusto e ideale per essere inzuppata. Ho diminuito la dose di burro sostituendola con il cioccolato bianco, mantenendo però la stessa percentuale di grassi. Insomma giocando un po’ con gli ingredienti ecco la mia versione golosa preferita.

Per uno stampo a ciambella da 23 cm di diametro:

  • 3 uova (180g in totale sgusciate) a temperatura ambiente
  • 130g di burro a temperatura ambiente
  • 150g di cioccolato bianco (28% di grassi)
  • 160g di zucchero (in origine 180g, ma aggiungendo il cioccolato bianco l’ho ridotto)
  • 180g di farina 00
  • la scorza grattugiata di mezzo limone
  • 1 cucchiaino e mezzo di lievito per dolci
  • 2 cucchiai di acqua calda (facoltativo)
  • 1 cucchiaio di latte

Ridurre a crema il burro lavorandolo con le fruste elettriche e continuare a montare aggiungendo lo zucchero e la scorza di limone poco alla volta. Ottenuta una crema bianca e spumosa (ci vorranno un pò di minuti) aggiungere le uova leggermente sbattute una alla volta. Lavorare il minimo possibile, ossia fino a quando le uova saranno ben incorporate (il composto potrebbe tendere a separarsi, se accade non buttare nulla, aggiungendo la farina si riamalgama). Aggiungere il cioccolato fuso con il cucchiaio di latte e portato a temperatura ambiente e la farina setacciata insieme al lievito, poco alla volta, mescolando delicatamente con un cucchiaio di legno per non smontare il composto. A questo punto io aggiungo un paio di cucchiai di acqua calda a filo per rendere la torta un pò più umida, ma è facoltativo. Versare nello stampo a ciambella ben imburrato e infarinato e mettere nel forno preriscaldato a 170° per 40-45 minuti. La prova dello stecchino confermerà la cottura. Lasciar raffreddare nel forno socchiuso per una mezz’oretta, sformare e lasciar raffreddare su una gratella. Il giorno dopo è ancora più buona.

Buon plum..pound cake a colazione, a chi può!

Biscotti fondenti al triplo cioccolato e nocciole. Lo schiavo.

Ho dimenticato di avere una coscienza. Per qualche ora. La colpa non è la mia. Gli stravizi natalizi e befanini me l’hanno offuscata. L’abitudine festiva ad assumere con disinvoltura massicce dosi di cioccolato, mi ha portato alla dipendenza. Oggi il mio padrone mi ha ordinato tripla dose. Io, incontrollabilmente affetta da miopia alimentare, ho eseguito.

Biscotti fondenti al triplo cioccolato e nocciole

Alcuni tipi di eccessi ci privano della libertà. Penso allora a chi eccede di beni materiali e di potere. Uno schiavo privato della capacità di giudizio, privo di equilibrio e lungimiranza, come può garantire la libertà di un popolo?

Biscotti fondenti al triplo cioccolato e nocciole.

Ho trovato questa ricetta su un numero della rivista “A Tavola”. Gli ingredienti e il procedimento mi ricordavano quelli della torta fondant au chocolat. Il risultato infatti è stato un biscotto dal cuore umido e scioglievole. La ricetta originale prevede solo cioccolato fondente e bianco.

Per circa 15 biscotti di 7 cm di diametro:

  • 75 gr di zucchero di canna
  • 1 uovo intero
  • 60 gr di farina 00
  • 120 gr di cioccolato fondente al 70%
  • 25 gr di cioccolato bianco
  • 25 gr di cioccolato al latte (o fondente, secondo ricetta originale)
  • 30 gr di burro
  • 70 gr di nocciole spellate e tostate di buona qualità
  • mezzo cucchiaino di lievito per dolci
  • un pizzico di sale

Tritare grossolanamente il cioccolato al latte e quello bianco e riporre nel congelatore fino all’utilizzo.

Sciogliere a bagnomaria, o nel microonde, il cioccolato fondente e il burro. Amalgamare bene e lasciar raffreddare leggermente.

Mescolare rapidamente, con un cucchiaio di legno, l’uovo con lo zucchero. Aggiungere il cioccolato fuso con il burro, amalgamare bene e aggiungere la farina precedentemente setacciata con il lievito.  Aggiungere le nocciole tritate grossolanamente, ricordandosi di tenerne da parte un paio di cucchiai per la decorazione, e circa la metà del cioccolato spezzettato e riposto nel congelatore. Amalgamare ben bene.

Preriscaldare il forno a 160°.

Aiutandosi con un cucchiaio bagnato, formare, su una teglia rivestita di carta da forno, dei cerchi di circa 5 cm di diametro e spessi poco meno di un centimetro. Distanziarli un pochino, perchè si allargheranno. Cospargere la superficie con il rimanente cioccolato spezzettato e le nocciole tritate, facendoli affondare leggermente con le dita.

Infornare e lasciar cuocere per massimo 15 minuti. Devono rimanere morbidi, altrimenti induriscono e non si ottiene l’effetto scioglievolezza.

Sfornare, lasciar intiepidire nella teglia e far raffreddare su una gratella. Conservare in un contenitore ermetico. Il giorno dopo sono ancora più buoni.

Tripli eccessi a tutti!