Spuntino e sputacchi alle ciliegie.

Spuntino Angela alle ciliegie

A te che mi hai chiesto come impiegare 10 kg di ciliegie senza farne confettura. Le prime cinque o sei (di numero), dividile a metà, denocciolale e caramellale in un pentolino antiaderente sul quale avrai spalmato un cucchiaino di miele. Adagiale dalla parte del taglio, mi raccomando. Appena sentirai il profumino inconfondibile del caramello annusa con gli occhi chiusi, pensami e spegni. Falle raffreddare in freezer ma per poco. Giusto il tempo di riportarle rapidamente a temperatura ambiente. A me piacciono leggermente ghiacciate però, lo sai. Fai far loro l’amore con tre cucchiai di yogurt greco, un altro cucchiaino di miele e una spruzzatina di limone.

ciliegie
Gli altri 9,850 Kg gustali davanti alla tv, o davanti al pc mentre trasformi la tua passione in pane e io trasformo il mio pane in passione grazie ai tuoi consigli e ai tuoi incoraggiamenti. Sputacchia i noccioli cercando di centrare un bicchiere distante. Ogni canestro è un mio bacino per te, Angela.

p.s. : i noccioli delle ciliegie sono ottimi come imbottiture per cuscini terapeutici. Basta lavarli per bene, essiccarli in forno a 100° e infilarli in una piccola fodera con zip. Il cuscino, riscaldato su un termosifone, è un ottimo sostituto della borsa d’acqua calda e, mettendolo in freezer, anche della borsa del ghiaccio.

Ciao, ciao, ciao!

Pound cake (plum cake in Italia) al cioccolato bianco e limone. Asincronia.

  Pound cake al cioccolato bianco e limone I miei desideri e le possibilità che mi offre la vita reale sono asincroni. Quando vorrei non posso e quando non posso vorrei. Mi riferisco sia ai grandi desideri, come quello di fare una passeggiata in tranquillità fermandomi magari a guardare qualche vetrina, sia ai desideri spiccioli, a volte solo fisiologici. Quello di andare al bagno, a guardarmi allo specchio, senza il disturbatore di turno che proprio in quel preciso istante ha la necessità impellente di trovare la pallina, proprio quella delle dimensioni di un pisellino primavera e non un’altra delle diecimila sparse in casa. Una mezza vita fa invece andare a fare una passeggiata era quasi una violenza. Solo una grande forza attrattiva era capace di scollarmi dalle pareti di casa mia. Di conseguenza non avevo nemmeno l’esigenza di guardarmi allo specchio. Una mezza vita fa, quando avevo tutto il tempo di gustarmi seduta a tavola una ricca colazione, magari servita, mi svegliavo mentre il mio stomaco continuava a sonnecchiare. Chiuso, blindato, fondamentalista. Oggi invece si alza prima di me, consapevole tuttavia che non ci sarà nessuno a servirlo. Perchè chi si dovrebbe occupare di lui, cioè io, è impegnato a gestire capricci, operare vestizioni e smistare scolari. Dalla regia dicono che questa è la vita normale e che questa fase passerà. E sicuramente il mio stomaco si riaddormenterà. Fortunatamente hanno inventato la merenda e anche lo spuntino di mezzanotte.

Pound cake al cioccolato bianco e limone

Per mangiare come parliamo, la Pound cake è il nome che tutto il resto del mondo dà alla torta che noi in Italia chiamiamo Plum cakeBasta fare una semplice ricerca, plum cake recipe, per rendersi conto che la famosa torta da colazione negli altri paesi è a base di prugne, come giustamente suggerisce il nome. La Pound cakeTorta della libbra, nata nel Nord Europa nel 1700, è una torta che tradizionalmente prevede l’uso degli ingredienti principali, farina, uova, burro e zucchero, nella stessa dose di una libbra (circa mezzo chilo). Nata per venire incontro probabilmente alle esigenze di famiglie numerose e che nel nome ha già in sé la ricetta, facile da ricordare anche da chi non sapeva leggere. Nel corso del tempo poi si è evoluta e trasformata in mille versioni. Si è alleggerita e ammorbidita con l’inserimento del lievito in polvere, dell’olio al posto del burro, con l’aggiunta di yogurt e così via. In Francia cambia nome e diviene la Quatre quarts, quattro quarti, riferendosi ai quarti come unità di misura della capacità. In Italia prende il nome di Torta di prugne. Bah. Lo stesso Artusi, che ha cercato di normalizzare il linguaggio gastronomico italiano, definisce il nostro plum cake ” dolce mentitore del nome suo”. Bah. I procedimenti per combinare insieme i quattro ingredienti sono vari. Ad ognuno di essi corrisponde una consistenza finale diversa. Si possono montare le uova con lo zucchero e aggiungere in seguito burro fuso e farina, oppure montare a parte gli albumi e così via. La ricetta originale non prevede l’uso del lievito. La sofficità viene data dall’aria incorporata durante la lavorazione. Un altro metodo, quello più diffuso nei ricettari e quello usato da me in questo caso, è quello di montare il burro morbido con lo zucchero e aggiungere in seguito uova e farina. Il risultato è una mollica più compatta, umida al punto giusto e ideale per essere inzuppata. Ho diminuito la dose di burro sostituendola con il cioccolato bianco, mantenendo però la stessa percentuale di grassi. Insomma giocando un po’ con gli ingredienti ecco la mia versione golosa preferita.

Per uno stampo a ciambella da 23 cm di diametro:

  • 3 uova (180g in totale sgusciate) a temperatura ambiente
  • 130g di burro a temperatura ambiente
  • 150g di cioccolato bianco (28% di grassi)
  • 160g di zucchero (in origine 180g, ma aggiungendo il cioccolato bianco l’ho ridotto)
  • 180g di farina 00
  • la scorza grattugiata di mezzo limone
  • 1 cucchiaino e mezzo di lievito per dolci
  • 2 cucchiai di acqua calda (facoltativo)
  • 1 cucchiaio di latte

Ridurre a crema il burro lavorandolo con le fruste elettriche e continuare a montare aggiungendo lo zucchero e la scorza di limone poco alla volta. Ottenuta una crema bianca e spumosa (ci vorranno un pò di minuti) aggiungere le uova leggermente sbattute una alla volta. Lavorare il minimo possibile, ossia fino a quando le uova saranno ben incorporate (il composto potrebbe tendere a separarsi, se accade non buttare nulla, aggiungendo la farina si riamalgama). Aggiungere il cioccolato fuso con il cucchiaio di latte e portato a temperatura ambiente e la farina setacciata insieme al lievito, poco alla volta, mescolando delicatamente con un cucchiaio di legno per non smontare il composto. A questo punto io aggiungo un paio di cucchiai di acqua calda a filo per rendere la torta un pò più umida, ma è facoltativo. Versare nello stampo a ciambella ben imburrato e infarinato e mettere nel forno preriscaldato a 170° per 40-45 minuti. La prova dello stecchino confermerà la cottura. Lasciar raffreddare nel forno socchiuso per una mezz’oretta, sformare e lasciar raffreddare su una gratella. Il giorno dopo è ancora più buona.

Buon plum..pound cake a colazione, a chi può!

Il pan brioche senza impasto. Dammi solo cinque minuti.

Mi sembra di esser ritornata a scuola, precisamente nei giorni in cui c’era il compito di italiano. Un incubo per me. Oggi il tema è ” Il pan brioche senza impasto”. Una delle mie professoresse mi insegnò che ogni compito, ben svolto, prevede un’ introduzione, un “cappello”. Quasi sempre mi bloccavo proprio lì, non so perchè, preferivo andare al dunque. Iniziavo e finivo il compito nell’ ultima mezz’ora e lo consegnavo in brutta copia.

Il rapido e miracoloso pan brioche di cui vi parlo oggi è fenomenale. Soffice e profumato come un pandoro. Si fa da solo, bisogna solo aprirgli la porta del forno e del frigo. Del frigo perchè, se è vero che bastano cinque minuti per “non” impastarlo, è vero anche che ha bisogno di lievitare da uno a cinque giorni in frigo. Aspettando curiosi il risultato, vi suggerisco di provare qualche altra ricetta dalla rapida soddisfazione. Personalmente, avendo paura che l’impasto inacidisse, l’ho lasciato solo 24 ore in frigo. E il risultato mi ha piacevolmente sorpreso. La ricetta l’ ho scovata, mentre andavo in giro in rete per approfondire l’argomento “pane senza impasto” ( che sto cercando di mettere a punto), qui, dove è precisato che è tratta dal libro “Five minute bread”. Mi sono attenuta quasi fedelmente, eccetto che per il quantitativo di lievito, che ho ridotto ulteriormente a un cucchiaino, e per l’aggiunta dei semini di vaniglia. Per me è entrato nel ricettario delle ricette da rifare e rifare.

Per uno stampo da plumcake 23×11 cm (misure interne):

  • 250 gr. di farina Manitoba
  • 2 uova ( a temperatura ambiente)
  • 100 gr. di burro di buona qualità
  • 75 gr. di acqua
  • 60 gr. di miele
  • 1 cucchiaino di lievito di birra disidratato
  • mezza stecca di vaniglia
  • la scorza grattugiata di mezzo limone
  • un pizzico di sale

Mescolare nella ciotola, con una forchetta, le uova leggermente sbattute, il miele, l’acqua, un pizzico di  sale, i semini di vaniglia (si ricavano aprendo la stecca con un coltellino), la scorza grattugiata del limone e il burro liquefatto a bagnomaria e lasciato raffreddare (altrimenti uccide il lievito!). Aggiungere la farina setacciata insieme al lievito. Mescolare rapidamente fino ad assorbimento della farina, coprire bene con la pellicola per alimenti e far lievitare un paio d’ore a temperatura ambiente. Porre in frigorifero per un minimo di 24 ore, ad un massimo di 5 giorni (come ho scritto su, mi sono limitata alle 24 ore). Riprendere l’impasto, dividerlo in tre parti uguali, e, su una spianatoia leggermente infarinata (l’ impasto si lavora facilmente), formare tre cilindretti che andranno intrecciati e posti nello stampo antiaderente imburrato. In alternativa, formare delle palline e sistemarle una accanto all’altra nello stampo. Coprire e far lievitare altre due ore, o fino a quando l’impasto avrà raggiunto i bordi dello stampo. Spennellare la superficie con un pò di tuorlo d’uovo sbattuto con un cucchiaio di latte. Porre la teglia nel forno preriscaldato a 170°-180° per 25-30 minuti, coprire se scurisce troppo. Prima di sfornare fare la prova stecchino, ossia infilare uno stecchino nel centro della brioche, se fuoriesce perfettamente asciutto, il dolce è cotto. Far raffreddare coperto da un canovaccio. Si conserva bene in una busta di plastica per alimenti.

Buona giornata!