Patate novelle alla mediterranea. Banalità.

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Patate, cipolla e pomodoro. Quando si propone una ricetta, una delle domande più assillanti che ci si pone è: ma è banale?? Perchè lo scopo, oltre a quello fondamentale di proporre una ricetta valida e precisa, è anche quello di stupire. Allora si comincia ad inventare una serie di storielle, per cercare di giustificare il piatto. Insomma a me viene il “panico da proposta”. La storiella di oggi, comincia da un profumo di patate e cipolle rosolate (ce l’avete presente? dai che è banale!), che ha richiamato uno ad uno in cucina tutti i membri della famiglia, compresa mia suocera che abita accanto. I tuberi destinati alla cena, si sono trasformati in merenda e non hanno conosciuto la ceramica del piatto. E’ stato un modo per incontrarci e mangiare tutti dalla stessa padella. Non sarà stato educativo, ma è stato un momento d’amore. L’avvenimento mi ha fatto riflettere sull’aggettivo banale. Il termine deriva dal latino bannum (legge), quindi si riferisce a qualcosa che è stato stabilito e che è diventato modo di fare, costume. Se da un lato, socialmente parlando, la banalità potrebbe diventare, e lo è stato, uno strumento terrificante tendente ad annullare le coscienze e a trasformarci in tanti robot asserviti al male, dall’altro lato se qualcosa è diventata ovvia e scontata, forse è perchè funziona bene, si addice al nostro modo di essere. Il concetto di banalità poi può essere anche qualcosa di soggettivo:  ciò che è banale per noi, può non esserlo per un altra persona. A chi risulta banale chiedo: quando hai mangiato l’ultima volta questo piatto?

Forse mi creo troppi problemi…

Per 4 persone :

  • 800 gr. di patate novelle (secondo mia cugina 1200 gr., ma voi seguite le mie dosi)
  • 1 cipolla rossa di Tropea
  • una decina di pomodorini
  • 5 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • erbette miste (timo, origano, maggiorana, finocchietto, rosmarino. Fresche sarebbe meglio, io ho usato quelle secche)

Lavare le patate e, senza sbucciarle, porle in una padella con tre cucchiai di olio, una tazza di acqua e sale quanto basta. Portarle quasi a cottura senza farle disfare, aggiungendo altra acqua se necessario (aggiungerne poco alla volta, si deve asciugare), e continuare a cuocerle facendole rosolare.

In un’altra padella  porre la cipolla, tagliata a fettine grossolane, con due cucchiai di olio e una tazzina di acqua. Far stufare e, appena cominciano a soffriggere, aggiungere i pomodorini tagliati a metà. Far rosolare per pochi secondi a fuoco vivace, cercando di non disfare i pomodorini che devono rimanere il più possibile sodi.

Aggiungere le patate nella padella contenente la cipolla e i pomodorini e amalgamare delicatamente. Cospargere di erbette e rosmarino fresco, lasciare insaporire e servire. Sono buoni tiepidi, ma anche freddi.

Buona giornata noiosa e banale!

Pasta con pesto di rucola, robiola e pomodorini caramellati. La legge dei contrasti.

“Due colori adiacenti, vengono percepiti dall’occhio in modo diverso da come sono realmente.” (Michele Eugene Chevreul, 1786-1889, chimico francese, tra l’altro inventore delle margarine, autore del famoso cerchio cromatico). La legge dei contrasti simultanei stabilisce in pratica che due colori complementari (rosso-verde, giallo-viola, blu-arancio), ossia quelli che si trovano in posizioni opposte nel cerchio, si rafforzano a vicenda, aumentando la loro luminosità. Accostati appaiono come sono in realtà, al contrario quelli adiacenti nel cerchio cromatico appaiono falsati. Questa legge si può applicare, romanticamente, a molti aspetti della vita di tutti i giorni. La classica giornata di sole dopo un lungo periodo di freddo e pioggia, è apprezzata e amata da tutti. Il caldo prolungato di questi giorni è il nemico mortale da combattere. Insomma la storia della quiete dopo la tempesta. Dopo un pò la quiete muta, si trasforma in noia, perde la sua vera essenza.

Nel semplice piatto che vi presento, questa apparente semplice legge è rispettata in pieno. Sia nei colori che nel sapore. Il verde e l’amaro della rucola, il rosso e il dolce dei pomodorini caramellati. Un’ altalena di sapori consolante. Dopo ogni boccone amaro, la nota dolce è esaltata e ricercata. Chi si ostina a preferire i piatti amari e salati, a quelli dolci, rischia di rimanere segregato in una piccola parte del cerchio dei sapori e dei colori che la natura mette a disposizione, appiattendo e sciupando così anche i loro gusti preferiti.

Per 350 gr. di pasta (4 persone):

  • 400 gr. di pomodorini dolci (io ho usato i datterini)
  • due cucchiaini di zucchero
  • sale e olio quanto basta

   per il pesto

  • 80 gr. di rucola
  • un cucchiaio di parmigiano grattugiato
  • una manciata di pinoli o mandorle pelate
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 100 gr. di robiola

Lavare e asciugare i pomodorini, tagliarli a metà, privarli dei semi, condirli con sale, olio e zucchero. Porli in una teglia, in un unico strato e farli asciugare nel forno a 95° per una cinquantina di minuti. Spegnere il forno e lasciarli raffreddare all’ interno dello stesso con lo sportello socchiuso.

Preparare il pesto ponendo gli ingredienti nel mixer o usando il frullatore ad immersione.

Amalgamare il pesto con la robiola, condire la pasta in un piatto da portata e aggiungere, mescolando delicatamente, i pomodorini caramellati. Decorare con alcune foglie di rucola fresca.

Buon appetito! (che poi non si dice, si offende il cuoco!)