Granola limone e zenzero. La dicotomia dell’inerzia di una dormigliona (ex).

Il termine inerzia in letteratura è usato prevalentemente per indicare qualcosa di statico, di fermo. Mi hanno sempre definito una gran dormigliona. Ma non è esattamente così. In effetti più di qualche volta mi sono finta morta pur di non alzarmi per andare a scuola, simulando febbri e allucinazioni, ottenendo solo l’effetto del pastore e del suo “al lupo! al lupo!”. Così come le parole sotto la loro superficie nascondono vari strati di significati, le persone sono strutturate secondo vari modi di essere. Una sfera, una biglia, una ball, continuerebbero a rotolare su di un piano, idealmente liscio, alla stessa velocità se non intervenisse una forza a fermarle o accelerarle, così come continuerebbero a sonnecchiare immobili se non le spingessero. Questo il principio di inerzia che tutti conosciamo. Anche io sono così. Non vorrei mai addormentarmi così come non vorrei mai alzarmi dal letto o dal divano. Continuerei nel mio stato di attività o di quiete se non intervenisse un’entità materiale o immateriale a turbare le mie sfere, le mie biglie, le mie balls. Insomma.

Granola miele,limone e zenzeroIMG_2693

Settembre notoriamente è una di quelle entità immateriali che ti spinge a cambiare ritmo. A riprendere quello abbandonato prima dell’estate, cercando di aggiustare il tiro ogni anno. Così ri-rivesto il ruolo dell’accompagnatrice a scuola, del pulmino umano, ma anche quello della donna con qualche mattina libera. Se qualche anno fa ero tutta caffè e sigarette con le mamme degli amichetti dei miei figli, ora sono tutta leggins e app sportive per smartphone. Sempre con le mamme degli amichetti. Non mangio quasi mai prima di un allenamento mattutino, anche il mio stomaco ha il vizio dell’inerzia, ma quando rientro mi lascio corteggiare da una simpatica e sana colazione. L’immancabile banana è accompagnata da yogurt e fiocchi di avena integrali, che, a quanto si dice, sono un alimento a lento assorbimento. Ossia sazia più a lungo. E sarà suggestione o abitudine, ma il riscontro è positivo. Da quest’anno, avendo aumentato di qualche microgrammo la massa muscolare, posso concedermi qualcosina in più. La granola dei Fables de Sucre è un’ottima base da cui partire, per divertirsi poi a personalizzarla aggiungendo semini, frutta secca o disidratata, a seconda dei gusti. Lo zenzero e il limone aggiungono due note olfattive che dalla testa raggiungono il cuore, passando dalla vicina di casa che vi busserà per chiedervi cosa si mangia a colazione.

Granola miele,limone e zenzeroIMG_2651

Per 500 g di granola ( la ricetta di base dei Fables de Sucre è perfetta così e la riporto pari pari con le mie aggiunte):

  • 125 g di fiocchi d’avena
  • 125 g di mandorle grezze ( di solito io uso un mix di frutta secca e semini vari: noci, nocciole, semi di girasole, lino, zucca, ecc..)
  • 50 g di mirtilli rossi disidratati (o altra frutta come l’uvetta)
  • 50 g di zucchero di canna
  • 60 g di miele
  • 60 g di acqua
  • 30 g di burro
  • la buccia grattugiata di un buon limone
  • un pezzetto di zenzero

Il procedimento è semplicissimo. Mettete in un pentolino l’acqua, il miele, il burro, la buccia grattugiata del limone e lo zenzero anch’esso grattugiato. Lasciate in infusione per un paio d’ore. Portate ad ebollizione e fate sobbollire dolcemente per un paio di minuti. Nel frattempo mescolate l’avena, la frutta secca, i semini e lo zucchero in una ciotola. Versatevi lo sciroppo e mescolate con cura. Stendete il composto su di una teglia foderata di carta da forno ed infornate  nel forno già caldo a 140°. Mi raccomando la temperatura, meglio mantenersi bassi, per evitare che il miele e lo zucchero si brucino diventando amari. Cuocete per 30 minuti avendo l’accortezza di mescolare ogni 10 minuti. Aggiungete la frutta essiccata e continuate la cottura per un altro quarto d’ora. Sempre mescolando ogni tanto. L’avena deve diventare croccante, ma non bruciarsi. Sfornate e raggruppate la granola al centro della teglia. Raffreddandosi diventerà un pezzo unico da spezzettare con le mani. Potreste anche tagliare la granola a barrette, ma questo prima che si raffreddi. La granola si conserva al riparo dell’umidità in un contenitore ermetico.

Per la ricetta fotografica passo passo vi rimando a loro.

Con lo yogurt è la vita sua, ma anche come snack da mordicchiare ogni tanto non è male. Affatto. Io la adoro. Tanto.

Buona granolosa colazione.

Baci,

Ida.

 

 

 

 

 

 

 

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Torta integrale allo zenzero e confettura di fragole. Nostalgia del falso frutto.

“Noooooo..signora, non è periodo e poi non le converrebbe!”. Ormai è diventato un gioco tra me e il mio fruttivendolo. Tra parentesi, sentirmi chiamare signora mi fa sempre un certo effetto, mi vieni spontaneo girarmi per capire a chi si sta riferendo. Ogni volta che entro nella sua profumata boutique chiedo delle fragole, anche a Dicembre, e lui puntualmente mi risponde con fare esperto e affidabile. Mi manca tanto il falso frutto rosso ricettacolo carnoso dei veri fruttini: i semini gialli sulla sua superficie. E’ il dessert che la natura propone sulla sua tavola ogni Estate! A dire il vero ho il ricordo di una piantina, che coltivava mio nonno sotto il suo pergolato, che dava frutti tutto l’anno. Indagherò. Nostalgicamente mi sono ricordata di una ricetta trovata anni fa su una rivista, ritagliata e conservata in un’agenda, diventata anche lei ormai solo un ricettacolo di ritagli di giornali che poi ricopio, poi ricopio faccio prima a rilegarli. Mi ha sempre incuriosito, soprattutto per la presenza dello zenzero, spezia poco usata nella mia cucina (me lo prescrisse una volta la mia ginecologa per attenuare le nausee dovute alla gravidanza). Il suo uso in questa torta devo dire che è indovinato, perchè distrae un pò il palato dalla dolcezza della confettura. La farina integrale dà poi quel tocco di rustico, oltre ad illuderci che è un dolce attento alla salute.

A proposito di confetture, questo post mi è stato utile per chiarirmi definitivamente le idee sull’uso dei termini marmellata e confettura. Ho scoperto che esiste una direttiva della Comunità Europea che disciplina l’uso delle due denominazioni. La marmellata si riferisce ad un composto di agrumi, la confettura a quello di tutti gli altri frutti e ortaggi. Inoltre c’è anche una distinzione  dovuta alla percentuale di frutta presente: almeno del 20% per la marmellata, del 35% per la confettura, del 45% per la confettura extra. Io ho usato una confettura ultra extra con percentuale del 70% di fragole.

Per una teglia antiaderente da 22 cm:

  • 40 gr. di farina “00”
  • 40 gr. di farina integrale
  • 50 gr. di zucchero
  • 3 uova
  • mezza bustina di lievito
  • 100 ml di latte
  • un cucchiaio di succo di limone
  • un cucchiaino di zenzero fresco grattugiato o mezzo cucchiaino di quello in polvere
  • la scorza grattugiata di mezzo limone
  • 120 gr. di confettura extra di fragole
  • zucchero a velo quanto basta per decorare

Preriscaldare il forno a 180°, ungere e infarinare (io cospargo con pangrattato finissimo) la teglia.

Separare i tuorli dagli albumi e lavorare i tuorli con lo zucchero con uno sbattitore elettrico, fino a rendere il composto chiaro e spumoso.

Aggiungere i due tipi di farina (quella “00” setacciata, per l’altra è inutile farlo), mescolati con il lievito, lo zenzero e la scorza di limone, il latte e il succo di limone. Mescolare bene per evitare la formazione di grumi.

Montare gli albumi a neve ferma in un contenitore ben pulito e possibilmente di metallo, senza aggiungere assolutamente sale, e incorporarli al composto precedente mescolando con delicatezza dall’alto verso il basso, per non far sgonfiare l’impasto.

Versare il composto nella teglia e aggiungere la confettura a cucchiaiate sulla superficie senza mescolare. Cuocere nel forno statico preriscaldato a 180° per 45 minuti. Non aprire il forno per nessun motivo. Se la superficie scurisce, abbassare la temperatura gradualmente fino a 170°. Far raffreddare nel forno spento prima con lo sportello chiuso, dopo una decina di minuti con lo sportello socchiuso. Un abbassamento è sempre fisiologico, ma cerchiamo di limitare i danni evitando bruschi cali di temperatura. Servire freddo spolverato di zucchero a velo.

Buona merenda!